Il “guru” de “Le Calandre”

Il ristorante è molto elegante, e senza sbavature; se si entra in cucina, si vede immediatamente  Massimiliano Alajmo, lo chef, è il più alto di tutti, volto simpatico e comunicativo.

Quasi impossibile non simpatizzare subito con lui e ancor prima di gustare le sue eccezionali creazioni culinarieL’avevo conosciuto molti anni orsono, aveva diciotto anni (oggi ne ha solo trenta) e voleva “fortissimamente” diventare un grande chef.

L’altezza l’aveva già e la volontà anche. Dalle prime cose viste allora già si capiva che  avrebbe percorso una strada luminosa nella ristorazione italiana ed oggi il suo ristorante di Sarmeola di Rubano ( Pd) “ Le Calandre” da lui condotto in tandem con il fratello Raffaele, gran  maestro della sala e della cantina,  è celebre in tutto il mondo e, da due anni, si fregia delle quasi irraggiungibili e prestigiose tre stelle della Guida Rossa Michelin.

Fin da quando frequentava le scuole elementari , racconta sua mamma Rita, aveva cominciato a ” mettere le mani in pasta “  ed aveva deciso che, da grande, avrebbe fatto il cuoco e, come si è visto, la promessa è stata mantenuta alla grande.In quel periodo, mentre i fratelli Raffaele e Laura giocavano come fanno tutti i bambini, Massimiliano preparava già gli “zaleti” con grande competenza e quindi, per il proseguimento degli studi, la strada più naturale era sicuramente quella della Scuola Alberghiera il cui programma risultava  però un poco stretto rispetto all’innata e singolare  creatività del giovane Massimiliano.

E infatti, il seguito è tutto nel segno della crescita professionale: dopo qualche tempo trascorso ad apprendere il mestiere sul campo presso alcuni ristoranti italiani, a 18 anni passa l’estate da uno dei più celebrati cuochi del mondo, Marc Veyrat e l’anno seguente perfeziona la sua preparazione da un altro monumento dell’alta ristorazione francese: Michel Guerard.

Se si dovesse paragonare i suoi stages al mondo della pittura, si potrebbe dire che Max si muove come Giotto nella bottega di Cimabue.

Ritorna infine a casa e, fatto assolutamente unico, a soli 20 anni, prende la guida della cucina del ristorante per il quale Mamma Rita aveva appena ottenuto la stella Michelin.Nella guida dell’anno successivo la stella viene confermata e, quando Max compie 26 anni, ottiene la seconda stella e a 28, come si è detto prima, la terza.

Naturalmente il ristorante subisce miglioramenti costanti ed intelligenti sia in sala sia in cucina.Della sala e della fornitissima cantina si occupa il fratello maggiore Raffele, coadiuvato brillantemente dall’altra sorella Laura .

Che dire della cucina di Max; creativa, cerebrale, innovativa? Forse tutte le cose messe insieme.

Qualcuno ha paragonato Max a Mozart nel senso che le sue creazioni sono realizzate prima nel suo pensiero e poi concretate ai fornelli in un equilibrio di profumi,cotture e sapori. Eppure Massimiliano non è ancora soddisfatto, continua a ricercare cose nuove e nuove sensazioni da offrire ai sempre più numerosi suoi appassionati ammiratori ma dove vuole arrivare?

Forse vuole la quarta stella, quella che la Michelin non ha ancora inventato?

X