Alla parola “creatività” Bruno Barbieri si schermisce, dice che nessuno , almeno in cucina, crea nulla, che tutto è già stato fatto e che un bravo cuoco può,al massimo, se ha le qualità adatte, ripercorrere il grande repertorio del passato ed elaborarlo secondo il proprio gusto e la propria personalità immettendo nelle sue preparazioni il frutto delle esperienze maturate, in sintonia con le necessità nutrizionali del momento.

Se di creatività si vuol parlare, questa riguarda soprattutto gli accostamenti tra diversi ingredienti rispetto alla cosiddetta “tradizione”, la presentazione dei piatti e le cottura degli ingredienti ; l’insieme di tutti questi fattori dovrebbero mettere in luce la personalità del cuoco . In altre parole, Barbieri dice che un attento osservatore, suo abituale commensale, se posto davanti a suoi piatti insieme ad altri di cuochi diversi dovrebbe poter riconoscere quelli preparati da lui.

Una bella sintesi, non c’è che dire e tutto ciò mette ben in evidenza il nostro personaggio, indubbiamente un fuoriclasse della cucina.
È giovane, carico di simpatia e bolognese dalla punta dei piedi alla cima dei capelli , parlando con lui si avverte immediatamente la grande passione per il suo lavoro e, degustando i suoi piatti si comprende perfettamente che questo cuoco riesce a trasmettere attraverso il cibo, il frutto dei suoi continui viaggi e le esperienze maturate e la ricerca di cose nuove inarrestabile.

Di Bruno Barbieri ho seguito quasi tutto il percorso professionale, dalle prime esperienze in piccoli locali che, con la sua presenza, diventavano subito meta di golosi da ogni parte,alle sue trasferte di perfezionamento in Italia e all’estero, fino alla conduzione della “Locanda Solarola” di Castelguelfo che, grazie alla sua presenza, raggiunse l’ambito traguardo delle 2 stelle Michelin.

Da qualche tempo Barbieri si è trasferito in Valpolicella nel bellissimo Relais Château ” Villa del Quar” a Pedemonte nel quale, grazie al fortunato incontro con i proprietari , Signori Montresor, grandi appassionati d’arte e di cucina, ha dato vita al Ristorante “Arquade” . La prima stella Michelin è già arrivata e ora si aspetta la seconda. Il luogo, la cucina, la cantina e il servizio la meritano sicuramente .

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